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Vuoi Mangiare Meno Carne? Segui i Consigli Vegan delle Cucine migliori

Come nella maggior parte delle rivoluzioni, l’attuale ondata di cibo senza carne trae gran parte della sua energia dalla sua novità. Si tratta di una rottura che è sia alla moda che salutare, un movimento che ha coinvolto anche le aziende più importanti della Silincon Valley ed entusiasmato Wall Street con i grandi colossi che adottano sempre più alternative cruelty-free.

Di conseguenza, sentiamo parlare ovunque di cibo vegano, di futuristici hamburger a base vegetale ma uguali nell’aspetto di quelli a base di carne. Ma quello che sembra una novità, in realtà appartiene alla tradizione gastronomica di moltissimi popoli, dove lo stile di vita vegetariano e vegano esiste da secoli. Da queste cucine è possibile trarre ispirazione per ricette sempre più creative capaci di sostituire la carne.

Cina

Lo chef Andrew Wong è sconcertato dai produttori alimentari occidentali che versano soldi per sviluppare carni finte. “Perché sprecare il vostro tempo nella ricerca e sviluppo di questa roba? Basta andare a Chinatown”, consiglia lo chef proprietario del ristorante londinese A Wong, stellato Michelin.

Dall’arrivo del buddismo in Cina circa 2.000 anni fa, la regolare astensione dalla carne è stata una caratteristica della vita cinese. Wong dice che un approccio minimo alla carne è ormai “radicato”.

“In ogni provincia e in ogni livello della società, la gente capisce che il cibo è medicina e mangiare troppo carne non è buono. Nelle vecchie ricette, non c’è mai una quantità massiccia di proteine. Mia nonna preparava piatti di verdure e usava una piccola quantità di carne come fonte di lubrificante per l’olio”

Nella corte imperiale della Città Proibita, l’assenza di carne ha spinto in avanti la fantasia. Oggi, i cuochi e i produttori alimentari cinesi simulano la consistenza di carne e pesce utilizzando verdure, glutine e tofu in infiniti e ingegnosi piatti e prodotti. In queste combinazioni, i funghi possono passare per l’anguilla o le frattaglie, per esempio, o gli albumi d’uovo cucinati delicatamente per la carne di granchio.

Nonostante sia ampiamente disponibile nei supermercati cinesi d’Europa, molti degli ingredienti principali di questa cucina sono poco conosciuti al di fuori delle cucine cinesi. “Quando gli occidentali pensano al tofu”, dice Wong, “pensano a un prodotto duro e insapore degli anni ’80, non alla varietà e alla finezza di 50 tipi di tofu, tutti specifici per i singoli piatti. Ora è possibile ottenere il tofu liscio come la creme brulee. Anche la crema di cagliata di fagioli, un sottoprodotto del tofu, è versatile. Puoi friggerla, cuocerla a vapore per dare loro una consistenza simile a quella della pelle o cuocerla sul fuoco, per creare un alimento cosa croccante o filamentoso”.

Tutto questo mimetismo è supportato da numerosi ingredienti fermentati che ricordano i sapori della carne nei piatti: “Pasta di fagioli, fagioli neri secchi, verdure secche conservate – tutto questo aggiunge strati di sapidità che ingannano il cervello e fanno pensare che ci deve essere carne”.

Etiopia

Anche all’interno del cristianesimo ortodosso, la chiesa etiopica di Tewahedo è un punto di riferimento per il digiuno. I tentativi di “castigare il corpo”, come consigliava San Paolo, porta i suoi seguaci ad astenersi dalla carne e dai latticini fino a 180 giorni all’anno. “È molto comune essere vegani ogni mercoledì e venerdì”, dice Tutu Melaku, famoso chef etiope, infatti si stima che, dato che la carne è ancora un prodotto di lusso per molti: “La dieta etiope è al 70% vegana”.

Nei giorni di digiuno, le famiglie spesso si godono beyaynetu, piatti vegetariani individuali dove piatti come fasolia (fagiolini in salsa di pomodoro), gomen (verdure cotte a fuoco lento), shiro (una pasta di farina di ceci molto condita, simile nella consistenza al budino di piselli) e fitti e piccanti stufati di watt sono tutti serviti sul pane injera.

India

Nei supermercati asiatici è possibile trovare praticamente tutti gli ingredienti del mondo e qualsiasi tipologia di spezie. Da questa varietà, combinata con la creatività, si possono ottenere inifite varietà di sapori, tutti naturalmente vegani.

L’India rappresenta una delle poche nazioni in cui il rifiuto di mangiare carne risale fin dai tempi remoti e si lega a motivazioni religiose e razionali. Infatti in questo paese ben il 33% della popolazione si astiene volontariamente dal consumo di carne.

Con il suo più alto numero di vegetariani al mondo, le ricette non mancano. Basta fare un giro su Google per riuscire a imbattersi in piatti esotici, ma anche semplici da preparare. Come il Chana Masala con ceci, pomodori, aglio, zenzero e cipolla, oppure il Dal Chaawal, una zuppa di lenticchie accompagnata da del riso.

Come avete visto, la monotonia non è certo di casa nella cucina vegana, basta essere creativi e fare una semplice ricerca su Google per trovare idee originali, gustose e ricche di nutrienti.

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